
È il passaggio sognato da molti webdesigner: far fruttare appieno l’abilità acquisita e l’esperienza maturata – per lavoro o per pura passione – e lasciar emergere dal bozzolo dello “smanettone” amatoriale un professionista freelance del settore.
Accade piú spesso di quanto si pensi: gli anni trascorsi a smontare siti e masticare codice (girovagando tra forum e comunità virtuali) portano inevitabilmente una certa visibilità e quest’ultima vale il primo potenziale cliente: a quel punto, meglio farsi trovare preparati.